PAPASIDERO e la Grotta del Romito

Papasidero è famoso nel mondo per la Grotta del Romito (la più celebre delle centinaia di grotte calabresi), dichiarata Patrimonio dell’UNESCO. Uno dei principali siti archeologici europei del Paleolitico superiore e, quindi, abitato da un uomo anatomicamente moderno che, però, non sapeva ancora allevare gli animali, né coltivare la terra o lavorare la ceramica. Nella Grotta, costellata di stalattiti e stalagmiti, domina il maestoso graffito del Bos Primigenius (10.800 a.C.), un’incisione rupestre di 1,20 m che raffigura un bovide selvatico (attraversata da un tratto lineare in corrispondenza dei reni). Un monumento alla preistoria, di proporzioni perfette, eseguito con mano sicura e attenta ad alcuni particolari (narici, bocca, occhio, orecchio, piedi). Sullo stesso masso sono incisi la testa, il petto e parte della schiena di un altro Bos Primigenius e la testa di una terza figura di bovide. Su un altro masso della Grotta compare un grafema molto diffuso nel Paleolitico europeo, ovvero dei tratti lineari graffiati in tutte le direzioni. Durante gli scavi del sito (che si succedono dal 1961) sono stati trovati numerosi reperti, tra cui due sepolture singole e tre insolite sepolture duplici. Difatti nell’Antiquarium della Grotta del Romito, presente all’interno del Parco Archeologico papasiderese, possiamo ammirare numerosi ritrovamenti litici, come punte, lame e soprattutto raschiatoi (strumenti per la caccia e la conciatura delle pelli), in selce, diaspro, materiale calcareo. Resti ossei, specialmente di pasti, che rivelano l’antica dieta locale e la vetusta fauna della zona (stambecchi, camosci, cervi e cinghiali). I calchi di alcune tombe.

 

 

 

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