SORIANO CALABRO. Una storia scritta dai monaci

Probabilmente Soriano Calabro è stato fondato da alcuni dei tanti monaci basiliani giunti nel Sud d’Italia dall’Oriente, per sfuggire all’islamizzazione di Palestina, Siria, Egitto (VII sec.) e alle persecuzioni iconoclaste scoppiate nell’Impero Romano d’Oriente (VIII sec.), come prova la presenza in zona della Leucolea e di numerosi tempietti e monasteri intitolati a Santi basiliani, tra i quali spiccava, in passato, il sontuoso convento di S. Maria degli Angeli, sulla collina che sovrasta Soriano. Proprio là dove sembra che si sia formato il paese, per poi trasferirsi, al tempo delle incursioni saracene, nell’odierno abitato di Sorianello e, successivamente, nel suo attuale territorio. Alcuni sostengono, invece, che Soriano sia stato fondato centinaia di anni prima di Cristo, da Siriani oppure che i monaci basiliani fondatori provenivano dalla Siria o Soria (come anticamente veniva chiamata questa Regione); da qui il nome. Il centro acquista importanza con l’arrivo dei Normanni, perché il Conte Ruggero d’Altavilla lo costituisce subito in Feudo e lo pone sotto la sua signoria. Feudo che nel 1501 Ferdinando II d’Aragona eleva a Contea e affida ai Carafa di Nocera. Nel 1510 i Domenicani iniziano a costruirvi un enorme monastero, che, dopo il ritrovamento della tela achiropita (“non fatta da mano umana”) di San Domenico di Guzman nel 1530 e gli innumerevoli miracoli verificatisi per sua intercessione, diventa uno dei più ricchi e famosi santuari del mondo cattolico, trasformando Soriano in meta prediletta per credenti e viaggiatori, gente comune, potenti e regnanti (come l’imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V d’Asburgo’, giunto a Soriano già nel 1535). Nel 1652 i Domenicani, forti del loro potere economico, comprano il feudo sorianese. I frati costruiscono fattorie, mulini, frantoi, rinvigoriscono la locale manifattura della cera, del sapone, del miele e della terracotta, fondano un’artistica spezieria per offrire ai bisognosi, in preziosi vasi del famoso ceramista teramano Carlantonio Grue, tutti i medicamenti necessari. Inoltre creano una tipografia, che sin dal 1600 stampa opere importanti e una fornitissima biblioteca. Tuttavia il terribile terremoto del 7 febbraio 1783, con epicentro proprio a Soriano, distrugge, per la seconda volta, lo splendido complesso monastico sorianese e avvia la decadenza dei Domenicani, che nel 1866 abbandonano il convento, per farvi ritorno solo 80 anni dopo.

 

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