SARACENA

Saracena (Cosenza) è un caratteristico borgo del Parco Nazionale del Pollino, posto (606 m s.l.m.) ai piedi dei Monti dell’Orsomarso, sul versante orientale della valle del Garga, tra fitti boschi, che offrono castagne, funghi e tartufi (il tartufo mesenterico o tartufo nero; il tartufo bianco; il tartufo estivo o scorzone; il tartufo uncinato; il tartufo nero d’inverno o tartufo moscato). Un territorio di estrema bellezza, dove spiccano il Monte Caramolo (1827 m). I Piani di Masistro, Geosito Unesco, circondato dai cosiddetti “Monti della Luna”, tra cui il Timpone del Vaccaro (1436 m), caratterizzato da una vetusta faggeta e una ricca fauna selvatica. L’altopiano di Novacco, con oltre 4 km di piste per lo sci di fondo e tanti percorsi escursionistici, ideali per il trekking, il walking, l’orienteering, l’equitazione, la mountain bike.

Si racconta che la cittadina discende da Sestio, città fondata dagli Enotri (1744 a.C.), conquistata dai saraceni (900 d.C.), distrutta dall’esercito di Costantinopoli e, infine, ricostruita nell’attuale posizione dai superstiti (guidati dalla leggendaria Saracina). E in effetti, il pittoresco centro storico saracenaro ricorda molto l’impianto urbanistico arabo.

Saracena vanta una delle principali collezioni meridionali d’arte del ‘900, la Pinacoteca Comunale “Andrea Alfano”; 236 opere (disegni, dipinti) e 23 sculture, anche con firme importanti (Renato Guttuso, Emilio Greco, Domenico Purificato, Giulio TurcatoEliano Fantuzzi, Renzo Vespignani, Tato, Giovanni Consolazione…).

A Saracena possiamo ammirare la Chiesa di S. Maria del Gamio (edificata poco dopo la fondazione del borgo, rimaneggiata fino al ‘900; con notevole succorpo), che conserva l’effige di un Crocifisso miracoloso; le ossa di S. Innocenzo; un importante dipinto di Paolo De Majo (Nozze Mistiche di S. Caterina d’Alessandria, 1756, incorniciato dallo stuccatore napoletano Pasquale Gesù Maria); il genio di Genesio Galtieri (in un soffitto ligneo a cassettoni intagliati e dorati, 1787); le realizzazioni di stimatissimi artigiani, quali l’ebanista moranese Gaetano Fusco, il marmoraro napoletano Marino Palmieri, gli intagliatori moranesi Eugenio e Carlo Cerchiaro, il cartapestaio leccese Luigi Guacci, l’argentiere cassanese  Salvatore Vecchio. Un Museo di Arte Sacra, con statue, busti reliquiari, dipinti e paramenti sacri, dal ‘500 in poi; argenterie, dal ‘600 in poi; un polittico di fattura meridionale (XVI sec.); una raccolta di importanti documenti d’archivio. La Chiesa Madre di S. Leone, che conserva tracce dell’originario stile romanico-gotico soprattutto nel campanile e, nell’interno barocco, sculture del ‘500 e ‘600, un fonte battesimale in legno e pietra (XVI sec.), preziosi arredi sacri. La Chiesa di S. Maria delle Armi (antecedente al 1063, ampliata nell’Ottocento), con uno splendido affresco della Madonna allattante (XIII sec.). I siti archeologici di Città Vetere (la città vecchia), Grotta di Sant’Angelo (con una preziosa sequenza stratigrafica dal Neolitico Antico al Bronzo Medio), Grotta Campanella (piccola cavità carsica con notevoli formazioni stalagmitiche, utilizzata come ‘santuario di frontiera’ dagli Achei di Sibari tra il VII e il VI sec. a.C.). I ruderi del Convento dei Cappuccini (1588). Numerose cappelle (alcune, addirittura, di origine bizantina).

Saracena, membro delle Associazioni “Città del Tartufo”, Città dell’Olio (per l’olio extravergine di oliva Bruzio DOP) e Citta del Vino, produce il Moscato di Saracena (un raffinato vino passito da meditazione, con note sensoriali di miele, fichi secchi, mandorle, frutta esotica e candita) e il vino DOC Terre di Cosenza Sottozona Pollino (che si esprime in un Rosso, Bianco, Rosato, Moscato, Magliocco, con varie declinazioni), celebrati l’8 dicembre con la Festa di Perciavutta (assaggio del vino nuovo), fra prodotti locali (soppressata, salsiccia, guanciale, capocollo…) e gruppi folkloristici. Tra le ricette tipiche troviamo lagane e ceci, capretto al forno, soffritto di interiora d’agnello, mazzacorde, baccalà in umido, melanzane ripiene, dolci (cannaricoli, grispelle, cuddure, zuccariddi).

 

 

 

 

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