CIRÒ

Cirò (Crotone) è una rinomata località turistica e enogastronomica che si affaccia sullo Ionio, lungo la Costa dei Saraceni.

Cirò anticamente si chiamava Krimisa ed era un’importante colonia della Magna Grecia, fondata (VII-VI sec. a.C.) dalla potente Crotone, su un territorio abitato fin dal Neolitico. Una polis che raggiunse subito una tale rilevanza marittima e commerciale da realizzare, sul promontorio di Punta Alice, alcuni templi, tra cui il possente Tempio di Apollo Aleo (dal greco “alaios”, protettore del mare e della navigazione); costruito dopo la metà del VI secolo a.C., ampliato alla fine del IV secolo a.C. e scoperto nel 1924 da Paolo Orsi. Verosimilmente la città sorse in collina, estendendosi fino alla costa in età classica, ma la crisi economica e demografica prodotta dalla dominazione romana e poi i saccheggi saraceni spinsero la popolazione a tornare in collina (IX-X sec. d.C.) e a ripopolare l’antichissimo nucleo dell’attuale Cirò Superiore. Il feudo cirotano nel Trecento diventò un importante scalo marittimo, come testimonia la presenza di una numerosa comunità ebraica. Nel Cinquecento, sotto Giovan Vincenzo Spinelli, visse il suo momento magico, potenziando i traffici con Napoli, la capitale del Regno. Rifiorì con le riforme agrarie del Regno delle Due Sicilie e del primo Novecento.

Il borgo medievale di Cirò Superiore, ricco di chiese e palazzi gentilizi, caratterizzato dalle porte della cinta muraria costruita (XVI sec.) dai feudatari Carafa, Mavilia, Scezzari, Cacovia, è dominato dal Castello Carafa, ricordato già in epoca angioina e rinforzato dagli influenti signori cittadini. L’imponente maniero accoglie ben 365 stanze, un raro esempio di iscrizione runica, una grande e enigmatica stella/meridiana, opera del cirotano Luigi Lilio (1510), illustre inventore del Calendario Gregoriano e, secondo la leggenda, un tesoro nascosto.

Cirò Marina è un’apprezzata località balneare (Bandiera Blu, Bandiera Verde) per la bellezza del suo mare e la qualità dei suoi servizi, tra cui spicca un porto. Qui sorge il Parco Archeologico di Punta Alice, con i resti del Tempio di Apollo Aleo, mentre i reperti rinvenuti sono custoditi nel Museo Civico Archeologico di Cirò, insieme a testimonianze dell’insediamento locale dei Bruzi (che conquistarono Krimisa alla fine del IV secolo a.C.) e a una mostra fotografica e cartografica sull’archeologia subacquea calabrese degli ultimi decenni. Sul promontorio dell’Alice, caratterizzato da una grande statua del Cristo benedicente e da una Pineta di oltre 60 ettari, sorgono anche i cosiddetti Mercati Saraceni (che nel Settecento ospitavano la principale fiera del posto). Il seicentesco Santuario della Madonna di Mare. Il Santuario della Madonna dell’Itria, di epoca bizantina. Tra le attrazioni ciromarinesi si segnalano, inoltre, i ruderi della Torre di Pozzello, costruita nel XII-XIII secolo a controllo di una strada lungo il torrente Lipuda. Quelli di Torre Nova (1596), Torre Vecchia (già attestata nel 1586) e della Fontana del Principe (XVIII sec.).

Cirò, che vanta una gustosa cucina tradizionale, sia di mare che di terra, è famosa per il vino Cirò DOC (Rosso, pure nelle tipologie Classico, Classico Superiore, Classico Superiore Riserva, Superiore, Superiore Riserva; Rosato; Bianco), erede del Krimisa, il rinomato vino della Magna Grecia, che fu addirittura sponsor ufficiale di alcune Olimpiadi dell’antica Grecia. Cirò rientra anche nella zona di produzione del vino Lipuda IGT, della Liquirizia di Calabria DOP, del Caciocavallo Silano DOP. Tra le specialità del posto si segnalano pure la sardella, la castagna Riggiola e tanti squisiti formaggi (rasco, mozzarella, burrino, provola, canestrato, ricotta infornata e affumicata, ricottone salato, formaggio e giuncata di capra, pecorino con il pepe e pecorino primo sale), a cominciare dal Pecorino Crotonese DOP (fresco, semiduro e stagionato).

 

 

 

 

 

 

 

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